Christo si è fermato a Sulzano

christo lago d'iseoNon è possibile tralasciare un’operazione artistica così rilevante, mediaticamente per il nostro Paese la più importante dopo il ritrovamento dei bronzi di Riace. E inevitabilmente quando l’arte diventa così popolare si schiera la critica magnanima e come è giusto quella sprezzante. E’ il gioco, ne conosciamo le regole e ci piacciono, ma cosa a me personalmente piace meno è il ritorno in auge di un commento anacronistico su cosa è arte e cosa non lo è.

Non sappiamo la risposta a questa domanda ma di certo sappiamo che la domanda stessa è divenuta superflua. Forse invece una domanda ce la dobbiamo porre, ci interessa davvero catalogare certi eventi come opere d’arte o meno? Perchè non mi pare interessante questo aspetto quanto maggiormente le diverse prese di posizione individuali che mutano a seconda della popolarità o meno dell’evento, del successo di pubblico.

La mia opinione: quella di Christo è arte, non ci sono giri di parole, è frutto di un grande progetto, pensato a lungo termine, un’opera a mio avviso visuale e visionaria, magnetica per la sua assoluta innovatività. In un mondo dell’arte spesso ripetitivo non sono forse tutti questi i requisiti più importanti?

imagesUn’arte che interagisce prima di tutto con l’ambiente e il territorio, poi nel caso del Lago d’Iseo anche con i visitatori, in numero forse inaspettato perchè non tutti gli interventi dell’artista bulgaro-americano hanno avuto lo stesso richiamo, ma tutti hanno avuto un filo conduttore, nelle modalità di ideazione e di realizzazione. Christo non è un giovanotto che ha avuto la fortuna di imbroccare il tormentone dell’estate, ci ha abituati a opere di questa natura, inventando un genere e un modus operandi unico. Che negli anni ha visto le opere, i progetti, i bozzetti sa a cosa mi riferisco.

Sono daccordo con chi ha detto (Sgarbi ed altri) che l’opera non dialoga con le altre ricchezze artistiche del territorio, forse è vero. Ma questo suona come un’altra grande occasione persa, frutto di una poco lungimirante azione di comunicazione integrata e valorizzazione del nostro patrimonio artistico. Non è pensabile che tutti i visitatori si soffermino ad approfondire le opere storiche presenti sulle sponde del lago, ma sappiamo che le persone amano anche essere guidate, informate e formate. Questo è stato fatto? Credo che la risposta sia no e che la responsabilità se c’è non è di Christo e della sua opera. Qualcunaltro ha utilizzato una metafora calcistica per commentare l’opera, non ne condivido nulla, mi allineo al tema però dicendo che quello di Christo è stato un incredibile assist…

P.s. Quando leggo un libro che mi arricchisce mi piace condividerlo. L’irrisolta diatriba su cosa può essere definito opera d’arte è analizzata al meglio in questo saggio di Nigel Warburton.

Warburton

 

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