Arte contaminata

Augusto - RollerL’accezione del termine è generalmente negativa, nella vita quotidiana ci rimanda a qualcosa di guasto, putrido, malato ma quando si cala lo stesso concetto nell’ambito delle discipline creative tutto cambia, e da dove se non dalle contaminazioni nascono idee e proposte originali!?!

Così è sempre stato anche nei secoli lontani, con la limitatezza dei contatti tra i popoli e la lentezza degli spostamenti, i momenti di scoperta di gusti, colori, stoffe, tecniche nuove sono stati esplosioni nella testa degli animi più sensibili. Difficile per le nostre menti bombardate dalle informazioni anche solo pensare al’impatto che potrebbe avere nella nostra testa la scoperta di un colore nuovo, ma nuovo davvero, mai visto prima, o talmente costoso da essere oggetto di leggende. Perché questo accadeva, prima che la chimica democratizzasse i colori.

E invece io considero la contaminazione il segno di un’evoluzione, del dinamismo e della pluralità di informazioni a cui siamo sottoposti. E’ la contaminazione tra le arti, non sono un purista che non vuole tele che sembrano tele o foto mai ritoccate. Trovo invece molto stimolante che gli artisti si guardino attorno, oltre il confine dei loro stretti colleghi e propongano idee nuove, mescolanze, commistioni. L’arte è come lo squalo, affonda e muore se si ferma.

E l’arte racconta il proprio mondo, quindi ben vengano olii che sembrano fotografie, foto che ammiccano alla pittura, tele che sembrano ceramiche. Ed è bello interrogarsi di fronte a un’opera, arrovellandosi su quale strana tecnica abbia ideato l’artista, ritrovare la storia della pittura in uno scatto fotografico, o vedere vanitose statue antiche che si compiacciono nel farsi fotografare.

La differenza la farà la qualità estetica dell’opera, la ricerca, il prodotto finale.

Questa voce è stata pubblicata in Appunti d'arte, Artisti. Aggiungi ai segnalibri il permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *