Appassionarsi d’arte

Self-portrait_as_the_Allegory_of_Painting_by_Artemisia_Gentileschi

E’ una parte del mio lavoro, che mi tengo molto stretta, è l’insegnamento della storia dell’arte a studenti che dovranno fare della creatività una professione. Futuri designer che avranno l’obbligo, imposto dai tempi iper rapidi del mercato, di proporre idee nuove in modo continuativo. L’arte gioca un ruolo importante, è una miniera di stimoli creativi, una libreria sconfinata di immagini, forme e colori. Come ogni libreria deve però essere organizzata, per permettere ricerche mirate che non si disperdano. 

In questo si rende necessaria una base di conoscenze che diano alcuni fondamentali punti di riferimento sull’evoluzione storica dell’arte, dei concetti chiave, dei personaggi e gli artisti più influenti.

Il metodo didattico che adotto riduce al minimo le date specifiche, nascita e morte dei pittori, datazione precisa delle opere e dettagli similari, perchè l’obiettivo non è trasferire le conoscenze ma trasmettere la passione. Quella che ti fa entrare in un museo o in una galleria senza aver studiato prima tutta la storia di chi espone, ma che forse ti invoglia a studiarla dopo.

Una metodologia che si basa sulla visione di molte opere, saltando spesso da un’epoca all’altra tralasciando l’ordine temporale degli eventi, per mostrare quanto sia importante conoscere Mantegna per capire la Street art o quanto devono gli impressionisti a Velasquez.

Perchè contrariamente a quanto spesso ci insegnano a scuola l’arte contemporanea è piena di talenti, di artisti raffinati, colti e di opere di grande impatto estetico, che può essere apprezzato maggiormente se si conosce il passato.

Hiding in the City No. 91 - Great Wall, 2010

Un concetto chiave che cerco di trasmettere è quello di liberarsi dal timore di essere poco informati sull’arte, sentirsi a disagio in un museo o peggio ancora aver paura di “sbagliare” dicendo la propria opinione di fronte a un quadro. In modo provocatorio faccio sempre esprimere i miei studenti con domande tipo “si ok quest’opera è stata importante per la storia dell’arte ma ti piace?” oppure “lo metteresti questo quadro nel tuo salotto?”. Cerco semplicemente di fare appassionare i ragazzi alle bellezze che ci offre l’arte.

Detta così sembra facile. La parte più difficile? Rimuovere il timore reverenziale che è stato creato attorno all’arte, come di fronte a nient’altro ci si sente inadeguati, imbarazzati, ignoranti. Perchè non accade al cinema, quando ascoltiamo musica o quando guardiamo qualcuno che balla? Perchè riusciamo a godere di queste forme di espressione pur non avendo studiato la storia del cinema, non conoscendo la musica o essendo totalmente imbranati?

La sfida non è saper rispondere a queste domande ma smettere di porsele…e l’arte ci aiuterà a vivere un po’ meglio.

Guardatevi questo, aiuta.

http://www.internazionale.it/video/2015/02/06/perche-l-arte-ci-aiuta-a-vivere-meglio

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