Una cosa bella a Pisa

E’ la mostra site specific di Giovanni Frangi nel Museo di San Matteo. Il titolo è “Sherazade” ma al di là del respiro orientaleggiante che si richiama le opere, tra nuove proposte e tele precedenti sono davvero ben integrate nelle sale del museo, assieme ai capolavori di gradi maestri italiani che è sempre un piacere sottile guardare da vicino. E mentre il mio occhio viene calamitato dal blu di Simone Martini mi fermo anche davanti alle grandi tele di Giovanni Frangi che stanno lì senza la pretesa di competere con i vicini, mica è uno sport dove si vince o si perde. Frangi ci sa fare con la materia e le sue tele sono a loro agio nelle sale del Museo tra tavole e crocifissi medievali avrei curato diversamente i piedistalli, quei tubi neri non mi sono piaciuti).
Molto ben allestita e suggestiva la parte sottostante, nelle sale a piano terra, qui non ci sono opere accostate ai maestri del passato ma il ritmo cadenzato di tele e colonne e la cartella colori è davvero un piacere per lo sguardo, ci si riposa in questa stanza.

Ho trovato meno efficaci le sculture (inclusa quella che da il titolo alla mostra) e in generale mi sembra che sulla tela il pittore milanese dia il meglio di sé.
In una nota esplicativa appesa al muro Frangi dichiara tra l’altro di dipingere con la sinistra, che non è la sua mano, e in questo ci ricorda Samuel Beckett, il grande drammaturgo irlandese che per non incorrere in accademismi linguistici ridondanti preferiva scrivere in francese piuttosto che nella sua lingua madre.
Frangi in San MatteoAnche io mi permetto così un accostamento con un gigante del teatro, come ha fatto il Direttore del Museo di San Matteo Dario Matteoni che non ha avuto timori ad aprire gli spazi del San matteo all’arte contemporanea. Il risultato è stato di qualità, e forse proprio queste esperienze mancano al nostro paese, dove passato e presente sono sempre stati
rivali, e i maestri del passato così tanto inavvicinabili che hanno allontanato il pubblico. Con questi esperimenti invece il pubblico si riavvicina all’arte, presente e passata. Si va a vedere un bravo artista contemporaneo e si scopre (nel mio caso si ri-scopre, era qui che studiavo storia dell’arte ai tempi dell’università) uno dei musei più originali e suggestivi d’Italia.
Palazzo Blu, recente riferimento artistico cittadino, è vicino ma lontano… ma di cosa penso in merito ne riparlerò.

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