Arnaldo Pomodoro a Pisa

Arnaldo pomodoro (5)Accostarsi al monumento più famoso del mondo è relativamente semplice, lo fanno ogni giorno centinaia di turisti, statuine con le mani protese a reggere tutto il peso della Torre di Pisa, un must divertente, il vero souvenir della visita alla Piazza dei Miracoli.

Meno semplice è accostare al Campanile un’altra opera, nella speranza che tra i due nasca qualcosa.

Ci è riuscito l’architetto-regista Alberto Bartalini collocando ai piedi della torre un’opera imponente di Arnaldo Pomodoro. Un’opera che trasmette scienza, quella stessa che ha reso celebre diversi personaggi pisani del passato e del presente.

Semplice dunque trovare i molti legami contenutistici, Galileo Galilei, l’antica Università di Pisa, la Normale ma quello che è interessante è l’aspetto estetico. Già in parte riuscito nella mostra di Mitoraj, ma meno efficace per l’affabilità delle opere dello scultore defunto di recente, in questo Arnaldo Pomodoro funziona davvero. Il contrasto è netto ma di grande impatto visivo, anche se risalenti agli anni ’50 alcuni dei lavori sembrano usciti dalla penna di Isaac Asimov.

Meno incisive, forse perché più viste, le sfere che hanno reso celebre lo scultore in tutto il mondo, mentre planimetrie futuribili e ingranaggi steampunk sotto la torre e dentro le sale del Palazzo dell’Opera sono state installate e illuminate in modo impeccabile per dialogare con le sculture medievali.

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