La video arte di Bill Viola

Vorrei dire molto sull’evento, sulla celebrazione del massimo videoartista che la storia abbia avuto, ma ho troppa paura di dilungarmi, e rubare tempo prezioso al lettore.

Perchè questo è l’incubo ricorrente di ogni essere umano. Sul web dobbiamo essere sintetici, altrimenti i post non funzionano, non vengono letti perchè scoraggiano;…. su tutti gli altri mezzi che ci permettono di comunicare usiamo messaggi cifrati e faccine espressive e facciamo telefonate che sembrano la parte finale delle pubblicità dei medicinali. E allora mi sento vinto e tralascio le storie seppur interessanti dei legami di Bill Viola con la città di Firenze, dei legami dell’artista con l’arte del passato, delle sue letture strabilianti di capolavori fiamminghi, rinascimentali, manieristi.

Perchè di fronte ai video, perfetti, ammetto che la riflessione più forte è stata proprio su questo, il Tempo.

Anche l’arte è compromessa da questo incubo, chi la fa ma soprattutto chi ne fruisce. E allora si assiste a visitatori muniti di check list sulla quale spuntare il capolavoro visto o crocieristi che assaltano il museo aiutati da una guida che li cronometra, pronti a scattare innumerevoli testimonianze di tutte le meraviglie intraviste.
E invece appena entrato a Palazzo Strozzi capisco subito che c’è qualcosa di diverso, e mi rendo conto che devo settare la mia testa, rallentare il battito, e dedicare più del tempo previsto a guardare quelle immagini in lento movimento. Ecco cosa ci costringe a fare Bill Viola, ci chiede di fermarci un po’ di più, e impariamo che ne siamo capaci, e che ci piace pure, guardare quei corpi, le fiamme, l’acqua, la natura.

Certo gli accostamenti con i capolavori antichi sono una meraviglia per gli occhi, l’occasione per rivedere la Visitazione del Pontormo, tanto vivo nei colori che sembra un olio su LCD invece che su tavola. E poi Paolo Uccello (accostato al video “Diluvio” meno efficace di altri) ma su tutto le proiezioni su lastra di granito nero di corpi nudi, meravigliosamente vecchi che si incamminano verso lo spettatore, ispirati alle incisioni di Durer ma accostati a due tavole di Lukas Cranach. Una narrazione poetica visivamente splendida.

La mostra è di alta qualità, piaccia o meno la videoarte questo è innegabile, e altrettanto apprezzabile è il kit per bambini che danno a mio figlio all’ingresso e la possibilità di biglietto congiunto che permette con piccolo sovrapprezzo di visitare il Battistero ma soprattutto il Museo dell’Opera del Duomo, uno scrigno pieno di tesori, da vedere assolutamente.

Solo un po’ farraginosa la procedura per l’acquisto dei ticket on line, quella da migliorare.

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