Jean Clair: la delusione della cultura

Atteso come il libro rivoluzionario che avrebbe minato i pilastri dei poteri forti dell’arte contemporanea, il libro di Jean Clair “L’inverno della Cultura” riunisce una serie di concetti tra i quali è difficile trovare qualcosa di nuovo.

Criticare l’arte contemporanea mentre di quello si campa è un po’ come fare opposizione da dentro la maggioranza, ma forse anche questo è oramai scontato. Siamo sicuri che la finanza che entra nel mercato dell’arte sia una novità dei nostri giorni, oppure che la crisi estetica si stia manifestando solo oggi e non già da molti decenni? Sono molti i punti sui quali sarebbe interessante discutere (premetto che alcuni anche li condivido) ma la cosa che più mi ha deluso è la solita accusa della cerchia ristretta di quelle poche persone che nel mondo hanno il potere di dominare tutta l’arte.

Oramai sono diversi anni che si afferma questa verità, ma le strade sono due: o si prende per buono e ci si mette l’animo in pace oppure se si vuol minare il sistema si fanno nomi e cognomi e si prova a cambiare. Anche Jean Clair purtroppo è tra questa seconda ondata di rivoluzionari moderati.

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